Verona 15 giugno 2026. Una nota ufficiale dell’ISPRA fa chiarezza sul recepimento nazionale delle modifiche dell’Unione Europea, formalizzato con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Attraverso questo provvedimento, il lupo è stato inserito nell’allegato E del DPR 357/97, determinando una riduzione del suo livello di tutela legislativa.

Il nuovo quadro normativo chiarisce tre aspetti fondamentali per la gestione sul territorio:

  • Semplificazione procedurale: si mette fine ai rinvii burocratici. Le amministrazioni locali non dovranno più attendere il Piano nazionale sulla specie (rimasto bloccato per oltre dieci anni nella Conferenza Stato-Regioni) per poter attivare interventi concreti.
  • Autonomia sulle rimozioni: la rimozione degli esemplari problematici non necessita più di deroghe ministeriali. Le Regioni possono deliberare direttamente, dopo aver acquisito il parere di ISPRA (che resta obbligatorio ma non vincolante).
  • Dissuasione attiva: le Regioni ottengono la facoltà di autorizzare e regolamentare in completa autonomia gli interventi non letali, come l’uso di proiettili di gomma per rieducare e allontanare i lupi confidenti dalle aree abitate o dai pascoli.

L’obiettivo principale è sbloccare l’impasse amministrativa che per molti anni ha privato gli allevatori di risposte di fronte ai danni da predazione. La finalità è consentire l’adozione immediata di piani regionali di gestione efficaci, strutturati per tutelare il comparto zootecnico e garantire una convivenza sostenibile e pragmatica tra la biodiversità e le comunità rurali.

Essendo venuto ufficialmente meno ogni alibi burocratico nazionale o ministeriale l’auspicio ora è che si possa passare immediatamente dalle dichiarazioni d’intenti ai fatti concreti.

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