15 luglio 2026. Il Ministero della Salute ha emanato il decreto dirigenziale 22 giugno 2026 di autorizzazione del formulato commerciale ROVER a base della sostanza attiva boscalid la cui immissione in commercio è stata prorogata dalla Commissione europea al 31 marzo 2028 essendo in ritardo il procedimento di valutazione della stessa.

Boscalid è una sostanza attiva fungicida di contatto, con proprietà translaminari, molto attivo nei confronti di numerosi funghi patogeni. Inibisce la germinazione delle spore, l’allungamento del tubulo germinativo, la crescita del micelio e la sporulazione.

Il prodotto è autorizzato su vite contro la Botrite, su pesco nettarine, albicocco, susino e ciliegio, contro la Moniliosi, su pero contro la maculatura bruna, su melo contro Alternariosi e su kiwi in post raccolta contro Botrite.

La mancata proroga della sua autorizzazione avrebbe comportato per gli agricoltori un netto aumento dei costi di produzione. Il danno non avrebbe riguardato solo la coltura campo, ma si sarebbe avuto un impatto negativo sul bilancio dell’azienda e sull’export.

Si sarebbero verificati, inoltre, scarti commerciali in post raccolta in quanto una minore protezione in campo da Botrite e Monilia significa marciumi che si sviluppano durante il trasporto (es. export di kiwi, uva o pesche), con conseguente contestazione dei carichi e perdita di mercati esteri.

Il Boscalid vanta, inoltre, un profilo favorevole in termini di degradazione e tempi di carenza su molte colture. Sostituirlo con molecole a persistenza più lunga complicherebbe la gestione dei residui richiesti dai rigidi capitolati della GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Il boscalid è un pilastro della difesa integrata, ampiamente utilizzato sia da solo che in miscela (generalmente con il pyraclostrobin) grazie al suo ampio spettro d’azione e alla sua eccellente efficacia preventiva e curativa. L’eventuale revoca del boscalid avrebbe comportato danni agronomici ed economici significativi, strutturati principalmente su tre macro-aree:

  1. impatto fitopatologico sulle colture chiave del Made in Italy;
  2. problemi nella gestione delle resistenze;
  3. danni economici e commerciali per le aziende agricole perché non è presente sul mercato una sostanza attiva alternativa di pari efficacia.

Strumenti di Pagamento