«Anche nelle nostra provincia le nuove generazioni sono una realtà da primato con imprese condotte da under 35 che operano in campi più diversi. I giovani imprenditori agricoli veronesi rispecchiano la tendenza nazionale: sono ragazzi che si sono formati in vari ambiti, non solo agricolo, con percorsi di studio diversi, con lauree in architettura, biologia, economia e commercio.
Tutti hanno fatto una scelta consapevole inserendosi per la continuità delle imprese agricole del territorio: molti hanno deciso di continuare sulle orme della propria famiglia, per alcuni è l’inizio di una nuova avventura partita da zero, ma tutti sono in grado di adattarsi alle diverse situazioni, facendo convivere tradizione e innovazione.
Il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali, che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dagli agriturismi alle fattorie didattiche fino all’agricoltura sociale. Un’opportunità resa possibile dalla legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha trasformato il lavoro nelle campagne allargando i confini dell’imprenditorialità agricola e aprendo a nuove opportunità occupazionali».

E’ questo il commento di Alex Vantini, delegato provinciale e regionale di Giovani Impresa di Coldiretti che giovedì sera ha riunito in assemblea circa 200 colleghi veronesi, e non solo, alla Cantina Monteci di Arcè di Pescantina. All’annuale incontro ha partecipato, nella sua prima uscita pubblica, Veronica Barbati, neo delegata nazionale eletta lo scorso 25 gennaio a Roma, leader dei 70mila giovani agricoltori di Coldiretti. Veronica Barbati, trent’anni, campana di Avellino, è laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici. Dal 2010 è titolare di un’azienda multifunzionale situata in provincia di Avellino.

L’interesse delle nuove generazioni a lavorare in agricoltura si riscontra anche nelle domande presentate in Veneto a seguito dell’apertura degli ultimi tre bandi del PSR rivolte a giovani agricoltori di età compresa tra 18 e 40 anni che si collocano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda. Delle 1746 domande presentate, 1101 sono quelle finanziate, un terzo sono di giovani veronesi (Elaborazione Coldiretti Veneto).

«Occorre creare le condizioni per realizzare il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne.», ha affermato la nuova leader dei giovani della Coldiretti. «L’essere a questa assemblea – ha aggiunto Barbati – vuole essere una testimonianza di vicinanza e di ascolto del territorio per poi costruire un progetto al servizio della nostra comunità di giovani. La nuova agricoltura, che è poi quella fortemente sostenuta da Coldiretti, ha sempre rappresentato la valorizzazione della biodivesità, un approccio multifunzionale all’agricoltura e una nuova idea di imprenditorialità agricola capace di coniugare gli aspetti tradizionali e abbinare una visione nuova, fresca e vivace».

Durante l’assemblea, è intervenuto anche Daniele Salvagno, Presidente di Coldiretti Verona, che ha evidenziato:

«L’agricoltura è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale e lo hanno capito per primi i giovani che stanno tornando prepotentemente nelle campagne. Le istituzioni devono saper cogliere questo cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale anche ripensando la scala delle priorità negli interventi di politica economica».

Quattro giovani imprenditori agricoli hanno portato una testimonianza: Luca Anselmi dell’Azienda Agricola Le Falezze di illasi, Marco Lavarini dell’omonima azienda zootecnica e di IV gamma di frutta, Daniele Caceffo dell’Agriturismo Principe Amedeo di Custoza e Francesca Nadalini della meloni Nadalini di Mantova.


Dalla biologia molecolare all’Amarone – Luca Anselmi, Cantina Falezze – Illasi

Laureato in biologia Molecolare con laurea specialistica in Genoma Funzionale, Luca Anselmi è il titolare dell’azienda Falezze a Illasi. Luca ha voluto proseguire la tradizione familiare di produttori di uva Valpolicella. Racconta: «Applico le mie competente nella realizzazione di un prodotto di eccellenza, l’Amarone, per lavorare in maniera legata all’organico, al naturale in cantina senza utilizzare elementi di tipo chimico. Essere consapevoli dei propri limiti, aiuta a migliorarmi nel mio lavoro e realizzare ogni anno un percorso sempre pieno di soddisfazioni personali». Le sue bottiglie, alcune da collezione in vetro di Murano, sono un’opera d’arte grazie alle etichette realizzate dalla moglie “Label designer”, artista e pittrice Sofia Kherkeladze.


Allevamento di polli 4.0 – Marco Lavarini – Verona

Marco Lavarini, 40 anni, è  itolare a Verona di un allevamento altamente tecnologico tanto da vincere lo scorso anno il premio “Innovazione tecnologica” promosso da UnaItalia. «L’innovazione tecnologica – evidenzia l’imprenditore agricolo – è stato il nostro obiettivo negli ultimi cinque anni, al quale ci siamo ispirati per raggiungere risultati sempre maggiori sia in termine di soddisfazione economica che di sanità, benessere degli animali e degli operatori nel nostro allevamento. Negli anni abbiamo costruito più capannoni e a oggi abbiamo raggiunto una superficie di 6800 metri circa con una presenza di 140.000 polli circa». Lavarini ha viaggiato molto: in America (Georgia e Alabama) e poi prevalentemente nel Nord Europa, soprattutto in Inghilterra e Olanda. Da questi viaggi, l’allevatore ha raccolto esperienze e pratiche positive, che sono state di supporto nella scelta della tecnologia migliore da installare nei capannoni.


Ricettività multifunzionale – Daniele Caceffo, Agriturismo Principe Amedeo – Custoza

Una realtà agricola e agrituristica nata solo alcuni anni fa dalla volontà della famiglia Caceffo ma che ha raggiunto in breve consensi tra i consumatori. «Tra i punti di forza della nostra attività – evidenzia Caceffo – ci sono la riconoscibilità del marchio identificabile e legato al territorio, un’attività agricolturistica di qualità elegante ma allo stesso tempo in un contesto rurale con prodotti tipici, la valorizzazione del territorio, investimenti tecnologici e la valorizzazione delle risorse, formazione e competenza». Tra i nuovi progetti ci sono l’Agriturismo Maria Vittoria, la fattoria didattica e l’agricampeggio.


Coltivazione di meloni monitorati dai droni – Francesca Nadalini – Mantova

Francesca Nadalini, 40 anni, è la responsabile commerciale dell’azienda Nadalini, situata a Sermide, in provincia di Mantova. «L’azienda agricola di famiglia, specializzata in meloni – racconta l’agricoltrice – aveva bisogno di essere informatizzata per affrontare le sfide della tracciabilità e dei nuovi mercati. E improvvisamente tutto quello che avevo imparato fuori da casa, fuori azienda, mi sembrava potesse servire davvero a qualcosa». Nel 2016 ha introdotto l’uso dei droni: «Nel nostro settore c’è l’abitudine al controllo fisico della coltivazione; io ho deciso di affiancarvi anche quello tecnologico, perché la mappatura fatta con il drone diventa una visione unica e a colpo d’occhio si riesce a vedere la differenza di certe zone rispetto ad altre».

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