23 luglio 2026. Nell’ambito della messa a punto delle “Condizioni uniformi per le norme operative per il bestiame” (Uniform Conditions for Operating Rules for Livestock -UCOL) per i suini e gli avicoli nell’ambito della IED, è stato adottato il testo finale della decisione della Commissione in cui sono state riprese tutte le istanze di modifica portate avanti da Coldiretti nel corso dei lavori tenuti dal JRC Brite.

Si tratta di un importante risultato ottenuto grazie all’impegno di Coldiretti e Filiera Italia presso i tavoli di lavoro a Bruxelles, nell’incontro decisivo svoltosi a Siviglia e al dialogo instaurato con la direzione competente della Commissione Europea. La prima bozza pubblicata a dicembre scorso presentava forti criticità, soprattutto per il suino pesante italiano. Infatti, nonostante l’obiettivo di semplificazione, il documento abbassava i livelli massimi di riferimento per le escrezioni di azoto e fosforo e per l’emissione di ammoniaca, rendendoli difficilmente raggiungibili dai nostri allevamenti. Abbassamenti che abbiamo sempre sottolineato non essere previsti da nessuna norma di riferimento e che riguardavano valori fissati non molti anni fa a cui gli allevatori si sono adeguati con l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT – Best Available Techniques) riconosciute e volte proprio a mitigare le escrezioni e le emissioni.

Rispetto alla suddetta bozza, Coldiretti ha ottenuto, in particolare, i seguenti miglioramenti:

  1. aumento generale dei limiti massimi di riferimento per le escrezioni di azoto e fosforo e per le emissioni di ammoniaca, sia per suini che per gli avicoli;
  2. ulteriore aumento dei limiti di cui al punto precedente per il suino pesante italiano;
  3. aumento dei limiti massimi di escrezione di fosforo per i suini allevati con siero;
  4. migliore definizione delle “nuove aziende” e tempi di adeguamento.

La direttiva IED rappresenta un retaggio di una visione ideologica del Green Deal, frutto di un approccio alla sostenibilità calato dall’alto che non tiene conto della realtà agricola. La nostra battaglia continua a essere quella di contrastare una tecnocrazia europea distante dalle nostre imprese, che rischia solo di penalizzare il sistema agroalimentare italiano, mettendone a repentaglio la competitività e il futuro economico, senza offrire soluzioni praticabili per le nostre imprese. La nostra azione dimostra ancora una volta che non siamo disposti a subire scelte ideologiche calate dall’alto. Al contrario, siamo in grado di ribaltare questo approccio grazie a una strategia solida, fondata su dati reali ed evidenze scientifiche: è questa la nostra risposta concreta per difendere il nostro settore.

Strumenti di Pagamento