25 giugno 2026 – L’intesa raggiunta sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilità agli allevamenti italiani e veneti in una fase resa particolarmente complessa anche in seguito ai continui aumenti della produzione lattiera a livello europeo. È quanto afferma Coldiretti al termine del tavolo convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per affrontare la situazione del comparto lattiero-caseario, al quale ha partecipato il presidente nazionale Ettore Prandini.
L’accordo definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati e introduce un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, che sarà applicato a fine anno. L’intesa prevede per i prossimi sei mesi un prezzo di 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre.
Il negoziato tra le parti è stato molto complesso e si è sbloccato solo dopo sei ore di confronto anche acceso. Alla fine sono stati ottenuti due punti fondamentali: evitare che venisse preso in considerazione il 2024 come anno di riferimento (cosa che avrebbe penalizzato fortemente il settore) e l’estensione dell’accordo a sei mesi, contro la richiesta dalla controparte che ne pretendeva meno. Quello ottenuto è il massimo risultato possibile in un contesto molto difficile, anche se comunque in fase di contrattazione privata i produttori avranno la facoltà di concordare quotazioni ancora più vantaggiose.
In base all’accordo verrà corrisposto il 100% del prezzo ai produttori che rispetteranno i quantitativi prodotti nel 2025, anno record per i volumi del settore. L’eventuale produzione eccedente sarà oggetto di trattativa diretta tra il singolo produttore e l’industria acquirente, configurandosi come contrattazione privata al di fuori dei parametri stabiliti dall’intesa.
Un ulteriore elemento qualificante riguarda la trasparenza dei controlli affidati a soggetti terzi. Si interverrà inoltre sull’analisi del dato produttivo 2026 rispetto al 2025, evitando qualsiasi forma distorsiva del mercato e garantendo una corretta fotografia delle quantità effettivamente prodotte.
“Per il Veneto, una delle regioni leader nella produzione lattiero-casearia nazionale, questo accordo rappresenta un risultato importante perché offre alle aziende zootecniche un quadro di riferimento certo in una fase di forte volatilità dei mercati“, sottolinea Roberto Serpelloni, membro di Giunta Coldiretti Verona e della Consulta Latte di Coldiretti Veneto. “Le nostre stalle stanno affrontando costi produttivi ancora elevati e una crescente pressione competitiva. La definizione di un percorso condiviso sul prezzo del latte e l’introduzione di strumenti di controllo e trasparenza consentono di dare maggiore serenità agli allevatori e di programmare il lavoro dei prossimi mesi. È fondamentale continuare a garantire una giusta remunerazione del latte alla stalla, tutelando al tempo stesso la competitività di una filiera strategica per l’economia agricola veneta”.
“L’intesa arriva dopo mesi particolarmente difficili per i produttori, messi a dura prova dalle tensioni sui mercati e da dinamiche speculative che hanno alimentato incertezza e pressioni sul valore riconosciuto al latte alla stalla”, sottolinea Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona. “In questo periodo il lavoro di presidio e di rappresentanza di Coldiretti è stato costante, sia a livello regionale che nazionale, per difendere il reddito degli allevatori e garantire condizioni di mercato più eque. Il risultato raggiunto è frutto di un impegno continuo che ha consentito di assicurare un accordo importante per la stabilità delle nostre stalle e per il futuro del comparto lattiero-caseario del territorio”.